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CERVICALE: conosciamola. Prevenzione e cura
25 Luglio 2024
a cura di Mirko Favero

Come individuare in maniera corretta l’origine del dolore

Ti è mai capitato di sentire qualcuno lamentarsi di dolori cervicali? Beh, è normale visto quanto è comune il  problema! Il dolore cervicale interessa tra il 30 e il 50% della popolazione ogni anno, provocando una  sintomatologia di intensità molto variabile, ma sufficiente a rendere necessarie delle cure per 15 milioni di  italiani.

 I sintomi possono presentarsi più o meno frequentemente e generalmente si risolvono nell’arco di  qualche giorno, ma purtroppo nel 10% dei casi tendono a diventare cronici e causare una limitazione nelle  attività di vita quotidiana. Ma cosa causa questi dolori? Come si possono curare? Si possono prevenire?  

In medicina, si definisce cervicalgia un dolore la cui origine sia localizzata nel tratto cervicale della colonna  vertebrale, ovvero il tratto formato dalle prime sette vertebre a partire dal cranio. Questo dolore può  interessare un punto specifico o un’area più estesa, colpendo la nuca, il collo, le tempie, la fronte, gli occhi e  le spalle e in alcuni casi provocare dolori e formicolii addirittura agli arti superiori e al tronco.

 La colonna  vertebrale infatti, protegge il midollo spinale e lascia uscire le radici di tutti i nervi che collegano il sistema  nervoso centrale alla periferia del corpo, per cui quando una di queste radici viene stimolata, può provocare  dolore in uno o più punti in tutta l’area di interesse che innerva quella radice. In alcuni casi per esempio, un  dolore alla mano o al gomito o al dorso, possono essere causati da una tensione muscolare o un ernia  cervicale. Un problema cervicale inoltre, può essere associato ad altri sintomi come la sensazione di nausea,  capogiri, acufeni, problemi di equilibrio e disturbi visivi sempre a causa di tensioni fasciali o muscolari.  

Con questa grande variabilità di sintomi, per eseguire una corretta analisi del problema è indispensabile  l’esperienza e la preparazione di una figura sanitaria specializzata. Purtroppo oltre l’85% degli italiani cerca  online le informazioni riguardo i propri sintomi, facendo spesso un’auto-diagnosi errata e di conseguenza  intraprendendo una terapia inutile o addirittura dannosa.

Per curare efficacemente questa patologia, o uno  dei sintomi sopraelencati, è quindi fondamentale rivolgersi a un professionista sanitario che faccia le  domande giuste ed esegua i test adatti ad individuare il problema e fornire la terapia migliore.

 Nella maggior  parte dei casi comunque, le cervicalgie e i sintomi associati sono dovuti a tensioni muscolari e fasciali o a  traumi, mentre le discopatie (protrusioni, ernie o sofferenze del disco intervertebrale in genere) e l’artrosi  sono meno frequenti. Esistono anche altre patologie che possono causare problemi cervicali, ma sono molto  rare e provocano anche altri sintomi associati, grazie ai quali è possibile fare una diagnosi differenziale e  stabilire un percorso terapeutico specifico. 

Le tensioni muscolari e fasciali sono causate più frequentemente da eccessivi sforzi muscolari e posture  scorrette, che portano ad adottare dei movimenti di compensazione dannosi e sovraccarichi delle strutture  muscolo-scheletriche.

Lo stesso vale per i movimenti ripetitivi e usuranti, che portano appunto al deterioramento e alla limitazione delle strutture articolari: discopatie, artrosi,  sfilacciamento e rottura dei tendini causano quasi sempre dolore e limitazione, quindi a dover ricercare dei  compensi. Chiaramente anche un trauma può portare a cervicalgie, anche indirettamente, in quanto il corpo  tende a reagire bloccando la zona traumatizzata attraverso una massiccia e dolorosa contrazione muscolare. 

Per risolvere le cervicalgie dunque, la terapia può essere: manuale, attraverso tecniche manuali fisioterapiche  o osteopatiche specifiche; strumentale, utilizzando apparecchi medicali, come la Tecarterapia per esempio;  farmacologica, ricorrendo ad antinfiammatori, antidolorifici e/o miorilassanti in base alla valutazione  eseguita dal medico. In ogni caso, come precedentemente già accennato, per scegliere e attuare una terapia  è necessario una valutazione medico-sanitaria ed è essenziale agire il prima possibile. Il più delle volte infatti,  si tende a procrastinare pensando che il problema si risolverà da solo, ma questo non fa che peggiorare lo  stato infiammatorio e consolidare la contrattura muscolare, per cui più tempo passa, più la cervicalgia  peggiorerà e sarà difficile ripristinare il naturale benessere dei tessuti. Aumenterà anche la probabilità di incorrere in recidive e cronicizzazione della patologia, per cui prevenire e agire per tempo è sempre la  soluzione migliore! 

Fonti: ANSA.it, IASP

Mirko Favero fisioterapista centroyourselflife varese

Mirko Favero – Fisioterapista